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storia del mare

Benvenuti nel mio sito. Questo è il mio mare. Parleremo di lui, di quello che fa provare, di quello che ispira, dei sogni che abbiamo. Eccomi qui, io mi chiamo Maria, amo molto il mare, la sua potenza, la sua immensità, il suo respiro ed il suo profumo. Sono sempre stata attratta da lui e, quando posso, rimango a guardarlo ore intere come incantata. E' per questo che voglio fare questo sito, per raccogliere un po' di tutto quello che lo riguarda e magari anche con il vostro aiuto. Eccolo qui il nostro mare immenso e potente. Lo guardiamo e lasciamo volare i nostri pensieri, i nostri sogni. Seguiamo con gli occhi il suo movimento e scrutiamo l'orizzonte in cerca di chissà che cosa. Quanta magia c'è in lui.Benvenuti nel mio sito. Questo è il mio mare. Parleremo di lui, di quello che fa provare, di quello che ispira, dei sogni che abbiamo. Eccomi qui, io mi chiamo Maria, amo molto il mare, la sua potenza, la sua immensità, il suo respiro ed il suo profumo. Sono sempre stata attratta da lui e, quando posso, rimango a guardarlo ore intere come incantata. E' per questo che voglio fare questo sito, per raccogliere un po' di tutto quello che lo riguarda e magari anche con il vostro aiuto. Eccolo qui il nostro mare immenso e potente. Lo guardiamo e lasciamo volare i nostri pensieri, i nostri sogni. Seguiamo con gli occhi il suo movimento e scrutiamo l'orizzonte in cerca di chissà che cosa. Quanta magia c'è in lui. DONNA DEL MARE Ella appare e scompare . . . Donna ridente di bianche vesti ondulate di piedi nudi fermi e veloci . . . Avanza danzando tra le case addormentate bianche di sole azzurre del mare . . e Sorride . . . Vela gli occhi tra le ciglia Allunga le ombre sulle guance quando è compresa in se stessa profonda , misteriosa . . . E li svela quando lascia rivelarsi la Luce emanata dal profondo ...radianza dell' occhio del cuore dell' anima . . . Suo è il Profumo dell' albero del fico Sensuale richiamo emanato dai sensi, inebriante aroma liberato nel sole e nel vento . . . cullato dal mare . . . Avanzano ondeggiando i fianchi morbidi e rotondi, dolci nei loro segni e nei loro sogni . . . Nei ricordi, antichi alle volte, che ancora riposano risuonano nel ventre Ventre che suona e risuona chiama e richiama ondeggia , sorride libera se stesso prorompe di Intensi Profumi . . . . . . e di nuovo ella fugge e si vela Scompare nasconde la figura oltre le siepi oltre la linea dell' orizzonte . . . E via di corsa dietro a Lei ! Che mai più sia persa Ma ritrovata e libera ridente e ondeggiante possa sempre Rivelarsi e Mostrarsi Sua è la Pienezza e la Bellezza Suo il Profumo di Donna Sua è la Gioia della Vita e dell' Amore dell' espressione piena dei Sensi Tutti . . . (Elena) IL MARE Dolce ed impetuoso come un amante. Ti guardo. Mi affascini. La tua voce entra nella mia mente. Mi lascio accarezzare dalle tue onde. Brividi. Il tuo continuo movimento culla i miei pensieri e li porta via laggiù, dove l'orizzonte si confonde con il cielo. (Laura) Per sempre me ne andrò per questi lidi, Tra la sabbia e la schiuma del mare. L'alta marea cancellerà le mie impronte, E il vento disperderà la schiuma. Ma il mare e la spiaggia dureranno In eterno. (Gibran Kahlil Gibran, 1926) Brezza marina Lì sul ciglio, assorta nel silenzio, ascolto il canto del vento e con mute parole dipingo il mare a mio piacimento! Mare e Vento da sempre complici ed antagonisti son la personificazione di attori e registi in uno scenario naturale straordinario. La visione è così spettacolare che sortisce un effetto magico assai particolare oggi, come loro, anch’io immortale. Spumose onde si rincorrono in una danza perpetua per poi schiaffeggiare lo scoglio graffiandolo, nell’impatto stille marine si posano sul viso, e dall’arsura mi ristoro.- Brezza marina, ora tocca a te! Inebriami col tuo potere! È così che coriandoli d’acqua salata, rapiti dal celere vento fluttuano sull’azzurro tappeto andando altrove, fino a dissetare sua maestà il Re Sole immobile spettatore da sempre assoluto padrone e gran signore! Sorrido … Tra due forze in continuo movimento, che mi bagnano ed asciugan le gote il terzo, inchiodato lassù nel cielo, piacere riscuote e splendendo, a modo suo, gode! (astrell@) Luci A chi ama una carezza d'argento nel mare mille sorprese mille amori. Petali d'emozioni sulla cresta delle onde sotto il riflesso magico del blu. Nel mare in volo tra onde e luna il profumo di tanti tramonti. Carezze della notte velate di malinconia in questo tempo sempre troppo poco. Mare dolce e impetuoso in questo lungo inverno che fugge che sfida le correnti più forti. Al tramonto la spiaggia la schiuma chiara tra le onde la solitudine. (Sergio Fravolini) Lieve sento sull'onde soavi l'accostarsi di placide navi come voci di rive lontane. (Aleksandr Blok) "Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti ma, insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito" (A. de Saint Exupery) Il mare è tutto... Il mare è tutto azzurro. Il mare è tutto calmo. Nel cuore è quasi un urlo di gioia. E tutto è calmo. (Sandro Penna) Sapore di mare Variabile È l’umore dell’uomo di mare Immutabile il calore della sabbia L’onda sclpisce lo scoglio Che nei secoli immoto Aspetta paziente Ripetuti schiaffi E carezze bagnate Sapore di salsedine Odore di jodio Sapore di mare. (G. Madera) PRETA 'E MARE Prèta 'e mare quant cose me ritto quann t' aggio truvat 'a 'u passato me fatto penzà 'a nu passato ca' nun pote cchiù tornà Chisto mare, chesta spiaggia so' parte 'e l'infanzia mija cu papà, cu 'e frate mieje cose belle aggio fatto jurnate allere aimm passato natan, jucan, facenn a gara a chi te tirava cchiù luntan. Preta 'e mare te ringrazio pa' gioja ca' me dato pe' cose belle ca' me fatto ricordà. (Valentina) Noi siamo Maree onde i nostri pensieri che ci svelano vivi Viviamo così aspettando l’onda potente di una grande tempesta Un pensiero forte e delicato ramo di quercia e petalo di rosa che dispiegandosi si protenda fino a noi movimento sincrono della mente e del cuore Un pensiero così travolgente che cerchi il naufragio non l’approdo così fuggente e straordinario da essere eterno così intenso e unico da essere amore I MAROSI Forme oscure si addensano nel cielo, corrono a salutare l'alba del sole fulgente che s'affaccia sulla terra ad inondarla di luce e di calore. Le nubi nere si dileguano all'apparire sull'orizzonte del disco dorato come fantasmi che spariscono al nuovo giorno che inizia. L'acque del mare s'infrangono sulla sabbia dorata, le pietre roteano vorticosamente nelle onde della risacca. I marosi ondeggiano sull'infinito oceano creando illusioni che s'innalzano al cielo per poi dileguarsi nelle profondità del mare. Il mare rimane fermo, immobile, seppur l'apparire delle onde in superficie, non viene toccato dal loro moto errante, imperterrito continua il suo essere, a riceve nell'illimitato appagamento interiore. (Jayan Walter) "Pochi sono coloro che possono dare del tu al mare, e quei pochi non lo fanno." Autore non noto 28 luglio 2007 Libertà, Immensa come il mare. Appari e scompari nel vento di libeccio. Raccogli I pensieri nell'accattivante conchiglia Di un desiderio lontano. A piedi nudi volteggi sul pelo dell'acqua. Ti nascondi misteriosa dietro un battito di ciglia. Circondata dal volo concentrico dei gabbiani, aspetti il sorgere dell' alba dai colori pastello e la vita di un giorno nuovo illuminato dalla luce del sole. (Gloria Salvi) ... E GUARDO 'O MARE ... E guardo 'o mare ma chesta sera l'onne songhe 'o ritratto 'e sti penziere mieje veneno e vanno comme 'e ricorde ca se perdono là addò l'acqua se vasa c''o cielo. 'A terrazza è deserta nun me voglio affaccià nun è 'o mumento e po' pe' fa che cosa ma pecché? meglio a fa finta 'e niente. ... E guardo 'o mare 'nnanze all'uocchie 'a tristezza 'e na pioggia d'autunno. (Luciano Somma) l l RIVERBERO DI LUCI Riverbero di luci scintilla tra le spumose onde che giocose si rincorrono nel silenzio di una notte d'inverno. Gorgoglio d'acque che s'infrange mormorando tra gli scogli, sotto il pontile di pietra. Tutti giacciono addormentati nelle loro case, vicino al rosso focolare acceso, io solo veglio quell'oscurità frastagliata dai lampioni gialli tremolanti nel buio, dai riflessi del mare di quella vecchia città sul porto. Il tuo nome io riconosco, palpita silente d'amore e carezza calda la mia mano con la sua dolce brezza di marzo. Io vedo il tuo respiro alitare tra le onde nel gioco d'argento e d'oro di miriadi di colori che sorgono e si dissolvono nel blu dell'ombroso mare. Io sento il tuo cuore che batte di vita, di pace infinita: tu sola sei Dio ed io sono uno con te. (Jayan Walter) La donna del mare La donna del mare offrì il suo corpo al mattino pieno di passione per il vento. Bagnò le esili caviglie, arse di salsedine, tra sospiri di anemoni e perle di conchiglie. S'immerse totalmente nelle acque cristalline che rilucevano d'azzurro tra i residui raggi del sole rinascente. Socchiuse gli occhi e vide il mondo come nei desideri. Nuotò senza meta solo ascoltando i palpiti del suo cuore, incontenibili, impetuose onde. Sprofondò dolcemente ciascun anelito di vita negli abissi della sua anima sconfinata. (Piermago) Respirandoti fino all'anima Ti guardo. Seduta davanti a te, sento il tuo respiro calmo. La mia vista spazia fino all'orizzonte là, dove ti unisci al cielo e i suoi colori si riflettono nelle tue acque. Starei ore ad ammirarti. In silenzio seguo il tuo movimento, è lento, continuo e le tue onde arrivano lievi. Mi avvicino, lentamente allungo una gamba e sento la tua carezza. Mi sdraio sulla sabbia e, ad occhi chiusi, ne aspetto un'altra e un'altra ancora. Mi lascio scivolare e tu mi accogli. Sento il tuo abbraccio ed il mio corpo perde peso, mi sento sospesa e sopra di me l'immensità del cielo. E' come ritornare nel grembo materno, sentirne quella protezione, rivivere quegli attimi così ovattati. Poi, dolcemente, mi riporti a riva e mi adagi sulla sabbia regalandomi le tue ultime carezze. (Laura) ESTATE Apro la finestra, Il caldo entra con il Suo fiato bollente. Assopita Mi assale il rumore della Risacca. Il mio sonno assume il colore del mare. Azzurro verde diluito nell'oro del sole cocente. Lontano avvolti di spuma ecco apparire, cavalcando l'onda tre Splendidi cavalli bianchi. galoppi toccando con le dita l'immenso arancio del sole. Una voce come un' eco grida il mio nome. Come d'incanto il sogno finisce. (Poesia Gloria Salvi) CHE COS'ERA IL MARE Che cos'era il mare? Aveva code d'acqua e zampe d'acqua tra le rocce, levigava i ciottoli, faceva sigle di luce sulla sabbia: era profondo ma insensibile, si diceva, e celibe, individuale, sterile. In onde riottose o calme maree saliva e discendeva, circondava le terre, lui lunare, lui freddo, irriducibile nel suo votarsi al movimento e all'aridità. Le navi lo solcavano in lunghe scie. Ora si è persa la memoria delle tempeste e dei fari, dei velieri e dei transatlantici, dei naufraghi, dei carichi di porpora e di carbone, di Tiro, di Londra. Era profondo ma insensibile, si diceva, dimora delle conchiglie, delle famiglie dei pesci, estinte, ora: aveva fondali viscidi, crateri e alghe, e coralli. Tagliava i promontori, reggeva le isole. Giocava, lui muto, sprezzante, inservibile, felice nei suoi movimenti vitali. (Giuseppe Conte, 1977) Un sogno La spiaggia al tramonto cammino, sola con me stessa il respiro del mare accompagna il mio il suo profumo inebria la mia mente un gabbiano vola all'orizzonte. Mi fermo, guardo il suo volo. Come vorrei poter volare andare lontano raggiungere il mio sogno e non tornare.....mai pìù. (Laura) No me hagan caso Entre las cosas que echa el mar busquemos las más calcinadas, patas violetas de cangrejos, cabecitas de pez difunto, sílabas suaves de madera, pequeños países de nácar, busquemos lo que el mar deshizo con insistencia y sin lograrlo, lo que rompió y abandonó y lo dejó para nosotros. Hay pétalos ensortijados, algodones de la tormenta, inútiles joyas de agua, y dulces huesos de pájaro en aún actitud de vuelo. El mar arrojó su abandono, el aire jugó con las cosas, el sol abrazó cuanto había, y el tiempo vive junto al mar y cuenta y toca lo que existe. Yo conozco todas las algas, los ojos blancos de la arena, las pequeñas mercaderías de las mareas en otoño y ando como grueso pelícano levantando nidos mojados, esponjas que adoran el viento, labios de sombra submarina, pero nada más desgarrador que el síntoma de los naufragios: el suave madero perdido que fue mordido por las olas y desdeñado por la muerte. Hay que buscar cosas oscuras en alguna parte de la tierra, a la orilla azul del silencio o donde pasó como un tren la tempestad arrolladora: allí quedan signos delgados, monedas del tiempo y del agua, detritus, ceniza celeste y la embriaguez intransferible de tomar parte en los trabajos de la soledad y la arena (Pablo Neruda) NON BADATE A ME Fra le cose che il mare getta Cerchiamo le più dissecate, zampe violette di gamberi, testine di pesci morti, soavi sillabe di legno, piccoli paesi di perla, cerchiamo ciò che il mare ha sfatto con inutile insistenza, ciò che ha rotto e squassato e abbandonato per noi. Ci sono petali inanellati, cotoni della tempesta, sterili gemme d’acqua e ossa gracili d’uccello che sembrano ancor volare. Si svuota il mare delle sue scorie, il vento gioca con gli oggetti, il sole ogni cosa abbraccia e il tempo vicino al mare conta e tocca quanto esiste. Io conosco tutte le alghe, gli occhi bianchi della rena, le piccole mercanzie delle maree dell’autunno e, come un gran pellicano, edifico umidi nidi, spugne che adorano il vento, e labbra d’ombra abissale, ma nulla è più lacerante dell’indizio di un naufragio: il dolce legno scomparso che fu morso dalle onde e sdegnato dalla morte. Bisogna cercare cose oscure In qualche parte della terra, in riva al silenzio azzurro o dov’è passato il treno di una furiosa tempesta: restano sogni sottili, monete di tempo e d’acqua, detriti, celeste cenere, e l’ebbrezza intrasferibile di prender parte ai travagli della solitudine e della rena. (Pablo Neruda) Forget About Me Among the things the sea throws up, let us hunt for the most petrified, violet claws of crabs, little skulls of dead fish, smooth syllables of wood, small countries of mother-of-pearl; let us look for what the sea undid insistently, carelessly, what it broke up and abandoned, and left behind for us. Petals crimped up, cotton from the tidewash, useless sea-jewels, and sweet bones of birds still in the poise of flight. The sea washed up its tidewrack, the air played with the sea-things; when there was sun, it embraced them, and time lives close to the sea, counting and touching what exists. I know all the algae, the white eyes of the sand, the tiny merchandise of the tides in autumn, and I walk with the plump pelican, building its soaking nests, sponges that worship the wind, shelves of undersea shadow, but nothing more moving than the vestiges of shipwrecks — the smooth abandoned beams gnawed by the waves and disdained by death. Hay que buscar cosas oscuras en alguna parte de la tierra, a la orilla azul del silencio o donde pasó como un tren la tempestad arrolladora: allí quedan signos delgados, monedas del tiempo y del agua, detritus, ceniza celeste y la embriaguez intransferible de tomar parte en los trabajos de la soledad y la arena. Let us look for secret things somewhere in the world, on the blue shore of silence or where the storm has passed, rampaging like a train. There the faint signs are left, coins of time and water, debris, celestial ash and the irreplaceable rapture of sharing in the labour of solitude and the sand. (Pablo Neruba) Parlami Parlami mare. Raccontami le tue infinite storie Fammi partecipe del tuo mondo Ammiro la tua bellezza mi spaventa la tua potenza Le tue parole arrivano con le onde S'infrangono nella mia mente e mi fanno sognare. (Laura) IL MARE Il mare è come un soffice letto che ti culla come un nido di pesci. E' profondo limpido. Mi dà gioia e sicurezza. (Federica Fontanieri) Le canzoni del mare Fermati sulla spiaggia, e ascolta la melodia del mare. Racchiuse sul fondo ci sono le canzoni piu belle. Canzoni antiche di vecchi pirati, che parlano di donne e di battaglie. Canzoni un po stonate, piene di speranze, di pescatori con le mani seccate che sanno di sale. Canzoni romantiche d'innamorati allacciati a guardare il tramonto morire mentre nel cuore nasce la felicita': Canzoni che le onde spumeggianti trasportano lontano,oltre il sole e che i gabbiani scuotendo le ali disperdono nell'aria. In questa notte d'Inverno una canzone in piu ci sara' sul fondo, la mia voce arrivera' dolcemente a te e questo scrigno segreto fatto di acqua e di sale, la terra' segreta per me...... (Aurora) Al mio Mare Immersa nel tuo immenso ventre popolato da anime colorate che vivono in te, mi hai accolta senza fare domande nelle tue limpide e chiare acque. Sei apparso come un’immensa madre e come una bambina dalle tue onde che mi accarezzano il corpo mi lasciavo coccolare. Sono rapita ed estasiata, la mente mi riporta indietro nel tempo... Penso a quando la prima volta ti vidi, mi conquistasti all’istante e per te provai un amore profondo. Leggiadra, mi abbandonai sulla battigia, i miei occhi rivolti al cielo, catturati dal volo dei gabbiani che volando in alto sembravano dei piccoli origami. Non smisi più di amarti , di amare colui che mi aveva accolta senza fare domande... (Aurora) Nel faro Nel faro i nostri corpi amanti, come ombre cinesi, spaziano isocroni nel futuro infinito scanditi lampi di luce girando nel nulla accendono desideri oscurando l'amore l'estasi proietta lontano nel tempo costellazioni d'amore per futuri amanti e il tuo gemere risuona in me, ora. Come la risacca nel mare (forse) L'uomo che ha visto il mare non sa più pensare ad altre acque. (Meng Tse) l l L' uomo e il mare Uomo libero, sempre tu amerai il mare! Il mare è il tuo specchio; tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima. Il tuo spirito non è abisso meno amaro. Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine; tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio. Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti: uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete, tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero. E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete senza pietà né rimorsi, talmente amate la carneficina e la morte, eterni lottatori, fratelli. (Charles Baudelaire - 1821-1867) Homme libre, toujours tu chériras la mer! La mer est ton miroir; tu contemples ton âme Dans le déroulement infini de sa lame, Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer. Tu te plais à plonger au sein de ton image; Tu l’embrasses des yeux et des bras, et ton cœur se distrait quelquefois de sa propre rumeur Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage. Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets: Homme, nul n’a sondé le fond de tes abîmes, O mer, nul ne connaît tes richesses intimes, Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets ! Et cependant voilà des siècles innombrables Que vous vous combattez sans pitié ni remord, Tellement vous aimez la carnage et al mort O lutteurs éternels, ô frères implacables! (Charles Baudelaire) Mare Mare, Oggi ti ho incontrato di nuovo. In silenzio ho ascoltato la tua voce. Il mio sguardo ha spaziato nella tua immensità. I tuoi colori, sempre nuovi ai miei occhi, mi hanno riempito il cuore. Sei calmo, sereno, invitante. Ho accettato il tuo invito e mi sono immersa nelle tue acque ancora così fresche. Ogni pensiero si è allontanato eravamo solo noi due in queste prime ore del mattino. (Laura) Fratello Mare Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti arrivederci fratello mare mi porto un po’ della tua ghiaia un po’ della tua luce e della tua infelicità. Ci hai saputo dir molte cose sul tuo destino di mare eccoci con un po’ più di speranza eccoci con un po’ più di saggezza e ce ne andiamo come siamo venuti, arrivederci fratello mare. (Nazim Hikmet) Ti sento (guardando il mare) Acqua polverizzata nei polmoni. metronomo di onda segna le ore dei pensieri solitudine in un quadro di ore lunghe (forse)Com'è bello il mare all'alba. La spiaggia deserta, l'onda che l'accarezza dolcemente, il sole all'orizzonte che nasce e l'aria è ancora fresca.Passeggiare sulla riva, ascoltare il suo respiro, sentire il suo profumo così intenso. E poi fermarsi e rimanere a guardare questo immenso continuo movimento fino a dove l'occhio può arrivare. Le sensazioni che si provano sono infinite. Il mio respiro è il suo. Un richiamo...lentamente, passo dopo passo, mi ritrovo immersa nella sue acque.Mi sento abbracciata, baciata da questo amante. Mille brividi percorrono il mio corpo e mi lascio trasportare, libera da ogni pensiero. E' come rinascere ogni volta. "Tutto è solo a questo mondo. Le stelle, i venti, i pianeti, le nubi, l'acqua, le onde, la luna, il sole. Siamo navigatori dell'Oceano: crediamo di avvistare in lontananza il punto bianco di un'altra imbarcazione, ma ci accorgiamo che era soltanto lo spumeggiare di un'altra onda. Sentiamo anche il bisogno di conoscere l'ignoto e ci stacchiamo dalla terraferma per essere soli." (Charles Borden) *
.............l'uomo_del_faro.htm l'uomo_del_faro.htm L'uomo del faro .............l'uomo_del_faro.htm l'uomo_del_faro.htm LA RABBIA E LA SPERANZA Un giorno su un isolotto in mezzo ai sette mari , dove il vento del nord soffiava con la ferocia del ghiacci e ruggiva in continuo mentre il gelo dipingeva gli alberi d’argento e la neve copriva il verde dell’erba con il suo manto bianco, un gigante fermo dietro il muro della sua dimora scrutava come di consueto l’orizzonte. Nulla era diverso dagli altri giorni e nulla mutava quel paesaggio mentre la grandine scendeva vestita di grigio con il suo respiro di ghiaccio. Non un uccellino in cielo che cantasse, non un fiore sull’albero, non un filo d’erba che uscisse timidamente dalla neve e il gigante con la sua pipa in mano come un vecchio pescatore era sempre lì silenzioso e immobile ad aspettar la sera di un giorno che seguiva l’altro. Si domandava spesso il gigante come mai sull’isola non arrivasse mai la primavera eppure prima di essere approdato lì l’aveva vista quella bella donna che rendeva soffici i prati e belli come le stelle i rami degli alberi. Già se lo domandava spesso ma non aveva risposte e così continuava a guardare l’orizzonte tra il sibilo del vento e il ruggito del temporale. Ma quel giorno l’aria era diversa dalle altre volte e il vento meno ruggente, aveva l’impressione che qualcosa di diverso stesse accadendo, guardava il cielo e notava dei circoli di aria che volteggiavano in spirali diverse e inusuali e lì fermo dietro il suo muro ne osservava i mutamenti. Da lontano nel punto in cui i sette mari si univano in un unico grande oceano notò un puntino nero, i suoi occhi brillarono e si mosse finalmente dalla sua dimora per cercare di scorgere cosa fosse. Il puntino diventava sempre più grande e prendeva forma davanti ai suoi occhi e lui ora poteva distinguerla bene, era una nave, alto il suo albero maestro spiccava all’orizzonte con il suo pennone e una bandiera svolazzava sull’albero di prua. Il colore marrone della carena e il bianco della bandiera rompevano la monotonia del grigio di quel paesaggio che ormai da tanto, troppo tempo il gigante aveva imparato ad osservare. La nave si avvicinava a una velocità sempre maggiore finchè si fermo proprio lì davanti all’isolotto. Su di essa un grande essere dalle forme a lui similari si fermo a guardarlo e i due immobili e silenziosi incrociavano i lori sguardi. Quanti pensieri passavano ora nella mente del triste gigante, quanti sogni sembravano prendere forma, e quante risposte sembrava voler dare nel silenzio quella nave così bella alla sua vista. Non fece a tempo però a pensare a cosa dire che la nave alzò l’ancora e ripartì sparendo nella nebbia a ricostituire quel cielo grigio e compatto a cui il gigante era tanto abituato. Perché era arrivata? E perché non si era fermata di più? Perché non gli aveva rivolto la parola e perché se ne era andata senza chiedergli nulla? Perché lo aveva lasciato di nuovo solo? Ah quante domande si poneva il povero gigante, domande nuove e diverse da quelle che si poneva prima, domande cariche di delusione. Dentro di lui però qualcosa si agitava e guardando il cielo sempre uguale nel suo grigiore cominciava a sbuffare e a imprecare, non riusciva a stare più fermo dietro il muro della sua dimora. Usciva ora sempre più spesso nel freddo di quel gelido , implacabile e interminabile inverno. Non sopportava più quei neri alberi che lo guardavano in senso di ammonito e che lo giudicavano rozzo e gretto e così un giorno con la sua ascia li tagliò di netto, quelli che erano stati i suoi unici amici nelle notti buie e che con i ram sembravano schernirlo di continuo ora erano lì che giacevano spezzati e con quei rami il gigante accese un fuoco e notò che il grigiore di quel plumbeo cielo perdeva consistenza e che la nebbia così pungente acquistava colore e u tenero arancio si distingueva tra la grandine e la neve. Ed ecco di nuovo quel puntino all’orizzonte, lo stesso puntino che aveva visto giorni addietro, prendere forma e diventare di nuovo l’immagine di una nave, la stessa nave e stessa bandiera batteva in alto a sfidare il vento. Ah lo voleva vedere di nuovo in volto quell’essere similare e non avrebbe abbassato lo sguardo davanti a lui ma anzi lo avrebbe sfidato e gli avrebbe vietato di attraccare alla sua isola. La nave arrivò lì davanti e il gigante urlò di andar via, di non gettare l’ancora in mare e di abbassare la bandiera perché suo era quel mondo e suo quel territorio. Ma la nave non ascoltò e gettò l’ancora e la scialuppa fu messa a mare e l’essere, lo stesso essere di quella vota scese e si fece largo tra il vento e la grandine. La neve di colpo smise di cadere e sotto le pesanti orme dell’essere che arriva timido si vedevo un filo d’erba. Smise di brontolare e ruggire il vento e una brezza tiepida accarezzava ora il viso non più tagliente come la lama di un coltello. L’essere si rivolse al gigante e disse porgendogli la mano: “Vieni con me ti porto sulla terraferma” Il gigante attonito guardava e fece per aprire la bocca e reclamare quando vide che il cielo si apriva dalle nuvole e che un raggio di sole colpiva il punto in cui giacevano gli alberi ormai cenere dopo il fuoco della notte. “perché me lo chiedi ora e l’altra volta non ti sei neanche fermato?” gli disse il gigante “ oh caro mio” disse l’essere “non mi fermo tutte le volte che qualcuno vuole, mi fermo quando il tempo è maturo e la primavera è alle porte” “ma qui non c’è mai la primavera” disse il gigante “ tu sei la rassegnazione “ disse l’essere >” e la rassegnazione da sola non porta a nulla e nulla le può venire incontro” “ma tu sei passato l’altra volta, potevi aiutarmi e non ti sei fermato” “io sono la speranza “ disse l’essere “e la speranza con la rassegnazione non va da nessuna parte ed entrambe affonderebbero in un mare di grigiore e di implacabile inverno senza sufficienti forze per lottare contro il vento” “ e allora perché ora ti sei fermato e vuoi portarmi via’” replicò il gigante che non riusciva a intendere le sue parole “ perché non sei più la rassegnazione ora, tu ora sei la Rabbia e la rabbia con la speranza possono solcare il mare e trovare il sole” (Diana Mastrilli) Calme di luglio Ogni volta che c’è una spiaggia, e c’è la mareggiata, io ci vado; mi piace il suono metallico dei ciottoli che strisciano sui ciottoli; mi piace quell’odore intrepido di mareggiata; mi piace cercare; non so che cosa cerco, tutta la bellezza del cercare è qui: cercare qualcosa che non si sa. La natura è vivere, invecchiare, morire, cioè osservare le regole. Il mare rompe le rocce, rompe il ferro e l’acciaio; rompe il coraggio dell’uomo; trasforma un masso di pietra in un ciottolo levigato e scorrevole, e continua a lavorarlo, a piallarlo, lustrarlo, farlo sempre più piccolo, infine è un grano di ghiaia, poi un grano di sabbia, poi un granello di fango; e il fango si diffonde nell’acqua non come cosa che è stata pietra ma come un fumo, l’alito di una mucca nella stalla. Tutte le cose che approdano sulla spiaggia quando c’è la mareggiata sono cariche di un racconto; di quello che sono state, e hanno passato, e ora sono diventate quello che sono; e non è ancora finita, ora ci sono i loro rapporti con il sole e la pioggia, il caldo e il freddo, il giorno e la notte, e l’uomo che passa. Tutte le cose portate dalla mareggiata hanno i segni della loro avventura, la vita è scoprire e provare, avere e non avere, perdere e vincere, piangere e ridere, inghiottire e sputare, zucchero ed erba ruta. Lo scroscio che fa una cosa di vetro o terraglia che cade e va in pezzi, è come un grido animale, lo scoppio di pianto di un bambino; è sgomento e disperazione. (Vittorio G. Rossi) ...Ero senza parole. Proprio di fronte a me, una creatura delle dimensioni di una grande balenottera volteggiò con grazia, e poi mi girò intorno, curiosando:era attirata da ogni mio dettaglio. Il silenzio era ancora più forte e potevo sentire ogni mia cellula attenta ai movimenti di quel corpo immenso e delicato. Se esistono gli angeli, pensai, questa era di sicuro una di loro. la grazia dei suoi movimenti, la purezza della sua esistenza, la naturalizza con cui volteggiava in questo cielo liquido mi davano i brividi. Soltanto le bollicine della bombola d'aria mi tenevano in contatto con la realtà. Pregai perchè si fermassero, il respiro non aveva alcun significato nella mia mente, avrei potuto così toccare, anche soltanto per un istante, quella perfezione fermata di fronte a me. Una manta! L'avevo vista soltanto alla TV e sulle riviste. Avevo sentito dire da qualche parte che una fotografia vale più di mille parole. Non ha senso! Bisogna dimenticare quello che hanno detto gli altri, dobbiamo sperimentare le cose con i nostri occhi e il nostro cuore, ci renderemo così conto di quante cose ci sono state insegnate e che nella vita sono senza importanza. Guardo la manta. lei guarda me. Sono tranquillo. C'è un contatto perfetto quando il silenzio lascia parlare la verità Le parole non significano niente, i pensieri dicono tutto. "Sono venuto da terre lontane, cercando una risposta a una domanda che ormai è radicata dentro di me: perchè con le creature con le quali vivo giorno dopo giorno ho un brutto rapporto?" Per essere veramente felice, tu devi imparare a rispettare e accettare i principi universali che la vita detta. Solo allora sarai in grado di essere in pace con te stesso e l'intero Universo. La manta aveva suggerito al mio cuore qualcosa che da tanto tempo cercavo di sentire. Circondato da quelle creature e con il suono della quiete dell'immenso oceano, la risposta poteva essere ascoltata a migliaia di miglia di distanza. Non avere paura. capisco quanto solo e ramingo ti sentirai quando abbandonerai l'oceano. Eppure è quello che capita spesso a coloro che hanno la volontà di vivere l'esistenza con tanta intensità: la maggior parte delle volte vedono una luce dove gli altri possono scorgere soltanto tenebre. Sono stato educato secondo la religione cristiana, ma mi sarebbe piaciuto nascere buddista, perchè così un giorno mi sarei potuto reincarnare e tornare nel luogo a cui sentivo di appartenere. Il paradiso non era in cielo: il paradiso era davanti a me. l'avevo trovato e non volevo lasciarlo mai più. Mai. Tratto da: (Blu, Una storia di vita e di mare. (Sergio Bambarén) Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato. A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava cosi una nuova dura giornata. Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston. Si trovava a una trentina di metri d'altezza: distese le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscìo lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente, trattenne il fiato, compì ancora uno sforzo per accrescere solo... d'un paio... di centimetri... quella... penosa torsione e... D'un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giù. I gabbiani, lo sapete anche voi, non vacillano, non stallano mai. Stallare, scomporsi in volo, per loro è una vergogna, è un disonore. Ma il gabbiano Jonathan Livingston - che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo - no, non era un uccello come tanti. La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov'è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d'ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo. Tratto da:(da "Il gabbiano Jonathan Livingston") Richard Bach, 1970 "Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato." (Osho) * Certo, se prendiamo ad esempio una persona chiusa nel suo sé, la cui giornata, la cui vita sia tutto un correre per raggiungere qualcosa, qualunque cosa, succube del Dio Stress, questa non potrà mai vedere altro che il suo mondo, quello cha la circonda e neanche pensare a qualcosa al di fuori di esso. Ma se invece una persona, con animo sereno, è libera di guardarsi intorno, di ascoltare i rumori che la circondano, ecco che sentirà delle sensazioni diverse, ascolterà in un altro modo il mondo che la circonda, perché sarà il mondo a penetrare dentro di lei, negli spazi lasciati liberi dagli affanni quotidiani e dai suoi pensieri. Ed allora ecco che la sua mente libera si troverà a spaziare e potrà sentire e vedere cose che altrimenti non sarebbe possibile percepire. Passeggiare su una spiaggia deserta, in un giorno sereno, poi sedersi in riva al mare, tranquilli, rilassati ed ascoltare il rumore della risacca ad occhi chiusi, finché questo dolce rumore entra dentro di noi, ci pervade dalla testa ai piedi, noi siamo la risacca, e ci rotoliamo dolcemente avanti e indietro, pervasi da una serenità senza fine. Siamo tutt'uno con la natura che ci circonda, con il mare, la sabbia, il volo dei gabbiani, siamo dentro questo guscio protettivo, dove niente di male può succederci. Anche quando riapriamo gli occhi, le sensazioni che abbiamo provato restano dentro di noi, ci pervadono interamente e potremo riprovarle ogni volta che vorremo. Non sarà necessaria una spiaggia, qualsiasi altro posto andrà bene : un prato, un bosco, un giardino, purché tranquillo e silenzioso. Potremo ascoltare il canto degli uccelli o il frinire delle cicale o solo il rumore del vento e basterà restare in silenzio ad ascoltare e lasciarsi riempire da questi dolci suoni perché la serenità entri in noi e la mente si liberi completamente. E' in queste condizioni che il mondo esterno può penetrare dentro di noi ed ecco che, sulla spiaggia, riusciamo a vedere, nella spuma, le ondine che giocano con le sirene, nei prati e nei boschi percepiamo la presenza degli elfi e degli gnomi, vediamo le fate che volano di fiore in fiore, sorrette dalle loro ali iridescenti. Voliamo sulle ali della fantasia, apriamo il nostro cuore e la nostra mente, guardiamoci intorno, scopriamo questo mondo fatato e teniamolo per sempre dentro di noi. da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm l LOST AT THE SEA Sentii che un ritorno era impensabile... Di sera, alla luce di un lume a petrolio, sul tavolo di cucina, il dito duro e calloso del padre lo guidava, sulle carte nautiche, in viaggi meravigliosi. E il suo dito di bambino, stregato da rotte, fari, secche e nomi che bruciavano come lingue di fuoco sulle labbra dei marinai, lo seguiva incantato. Pensava di imparare a partire e andare lontano. Imparava qualcosa di ben più prezioso: la strada di casa. Ogni sera, in quei viaggi simulati, il dito del padre lo guidava sempre più lontano solo per istruirlo nell'arte del ritorno. Questo, prima di qualsiasi altra cosa, erano i marinai che raccontavano storie meravigliose giù al porto: ritorni. Non avrebbe potuto trovare maestro migliore. Se esiste il gene del ritorno, infatti, suo padre lo aveva. Apparteneva a quella categoria di uomini che, naufraghi e soli su un'isola deserta, trovano sempre la strada per tornare a casa, purché abbiano un coltello e possano mettere le mani su un albero. Lui, il suo albero, l'aveva già scelto. Se era ancora troppo piccolo per prendere la strada del mare, era abbastanza grande, almeno, per scegliersi un albero. A guardarlo bene, però, era già una promessa di nave. Nel bel paese di Nuova Scozia, infatti, dove nacque in una fredda località nella zona più fredda della North Mountain, un freddo 20 febbraio, cresce il robusto "spruce", adatto a fare costole di navi e col quale si sono costruiti bastimenti di ogni tipo. Dalla cima del suo albero, come in cima alla coffa di un veliero in tempesta,scrutavail mare. E sognava. Da quelle parti i sogni si pagano in nasi blu (così vengono soprannominati gli abitanti del luogo) e mani tagliate dal vento. Sogna più a lungo chi resiste di più al freddo.Lui sognava più di tutti. Nei giorni di nebbia i suoi occhi, stretti a fessura, affondavano nel mare bianco, tra i fantasmi di Melville. Con il bel tempo, invece, correvano dietro alle baleniere fino all'orizzonte. Laggiù, oltre la grande curva del mare, gli occhi cedevano il posto ai sogni. E i sogni correvano come raffiche di maestrale. Forse fu allora che, stretto al suo albero, giurò che per tutta la vita li avrebbe inseguiti e che alla fine, lui e l'albero della sua nave, come una cosa sola, li avrebbero raggiunti. Diede un nome al suo sogno. Lo chiamò il raggiungimento della felicità. Sognò di farlo proprio così: stretto al suo albero. E sognò di farlo come nessuno lo aveva mai fatto: Solo. Anche lui, come i vecchi marinai del porto, sarebbe tornato. Anche lui, giù al porto, avrebbe raccontato la sua storia ai bambini. Una storia, però, che orecchie umane non avevano ancora ascoltato........(vai al link) In honor of CAPTAIN JOSHUA SLOCUM The first man to sail around the world alone. April 24. 1895 to june 27.1898. He was borne on North Mountain, february 20, 1844. Lived at Westport until he went to sea in 1860. The captain and the Spray were lost at sea in november 1909. La mia isola Roatan, un’isola nel mare dei Caraibi. Roatan è verde, di quel verde intenso e cupo reso fresco e pulito dalle abbondanti piogge tropicali: anche le gocce di pioggia hanno il colore della foresta. Ma se guardi bene alcune gocce invece sono rosse, di un colore caldo e fiammante come gli splendidi fiori che sembrano stelle nel firmamento della foresta. La spiaggia è di sabbia fine, bianca riflette la luminosità e il calore del sole dell’equatore e si perde nel mare davvero “verde acqua”, una tonalità che ho visto soltanto quando ero bambina nelle scatole dei pennarelli e che mi piaceva tanto: allora capisco che qualcuno deve averlo visto quel colore forse proprio lì, e deve averlo amato tanto da volerlo racchiudere in un pennarello per non perderlo più. Poi mentre guardo l’Oceano, una macchia gialla mi vola vicino: una macchia con le ali di una farfalla. E per inseguirla mi tuffo nell’acqua cristallina e ritrovo tutte le tonalità: il viola e l’arancione dei coralli, ogni sfumatura del verde, blu con strie fluorescenti che ti danzano intorno. Sugli scogli piccoli rettili ricordano miniature di dinosauri, sono grigi, ma più grigi dell’asfalto, stanno immobili e si caricano del calore del sole. Poi, al tramonto, il cielo si riempie di tutte le varianti del rosa e in questo arcobaleno che vive, sento finalmente di vivere anch’io. (Diana) ….guardavo le onde infrangersi laggiù sulla riva.Ci tenevamo per mano , il vento era fortissimo e il precipizio era profondo. Avevi paura di cadere e ti tenevi a me indietreggiando…. ……il cielo era cupo e la schiuma del mare era così bianca e suggestiva! Fu uno scenario indimenticabile…. …credo che il mare sia presente nel cuore di tutti coloro che scrivono, di tutte le persone che conoscono la sensibilità..e a pensare che mia zia Nella ha 90 anni e non l'ha mai visto…. ….qui su questi scogli, in questa sera buia, cerco di rovistare nell'animo per trovare una nicchia, uno spiraglio di luce. Ci sono le luci del porto e in qualche modo riesco a scrivere. Che silenzio stupendo! Solo io e le luci del porto, e la notte. La lunga spiaggia è tutta deserta. È una striscia di sabbia piuttosto larga , uniforme, senza massi isolati né pozze d’acqua, in lieve inclinazione, tra la scogliera a picco e il mare. Il tempo è bellissimo. Il sole illumina la sabbia gialla con una luce violenta, verticale. Non c’è una nuvola in cielo. Non c’è vento neppure. L’acqua è azzurra, calma, senza la minima increspatura proveniente dal largo, benché la spiaggia sia esposta verso il mare aperto, fino all’orizzonte. Ma a intervalli regolari un’onda improvvisa, sempre la stessa sorta a pochi metri da riva, si gonfia a un tratto e subito si frange, allo stesso punto… E tutto resta immobile di nuovo; e il mare, piatto e azzurro, si mantiene esattamente sempre alla stessa altezza sulla sabbia gialla della spiaggia. Sulla destra, dalla parte dell’acqua immobile e piatta, si frange, sempre nello stesso punto, la stessa piccola onda. Un branco di uccelli marini batte le ali e prende il volo. Prima uno, poi due, poi dieci. Descrivono la stessa curva sopra l’acqua, per tornare a posarsi sulla sabbia e rimettersi a misurarla, sempre nello stesso senso, proprio sul limite delle onde, a un centinaio di metri circa. A quella distanza i movimenti dell’acqua sono quasi impercettibili, salvo un cambiamento in cui la schiuma prorompente brilla al sole. Dieci secondi più tardi, l’onda che si gonfia torna a scavare la stessa depressione, dalla parte della spiaggia, con un brusio di ghiaia smossa. La piccola cresta si frange, la schiuma lattiginosa risale di nuovo il declivio riguadagnando i pochi decimetri di terreno perduto. Nel silenzio che segue, rintocchi lontanissimi di campana risuonano nell’aria calma. Testo mixato da Istantanee di Alain Robbe Grillet da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm l Du ciel à la mer, ce n’était qu’une infinie variété de bleus. Pour le touriste, celui qui vient du Nord, de l’Est ou de l’Ouest, le bleu est toujours bleu. Ce n’est qu’après, pour eu qu’on prenne la peine de regarder le ciel, la mer, de caresser des yeux le paysage, que l’on découvre les bleus gris, les bleus noir, et les bleus outre-mer, les bleus poivre, les bleus lavande. Ou les bleus aubergine des soirs d’orage. Les bleus vert de houle. Les bleus cuivre de coucher de soleil, la veille de mistral. Ou ce bleu si pâle qu’il en devient blanc. Extrait du livre "Chourmo" J’avais tourné la tête et laissé mon regard filer vers l’horizon. Là où la mer devient plus sombre. Plus épaisse. Je m’étais dit que la solution à toutes les contradictions de l’existence était là, dans cette mer. Ma Méditerranée. Et je m’étais vu me fondre en elle. Me dissoudre, et résoudre, enfin, tout ce que je n’avais jamais résolu dans ma vie, et que je ne résoudrai jamais. Extrait du livre "Solea" DESIDERIO DI MARE di Giulio Malventi e Habanera - Carino questo posto…- digita sul suo cellulare… - Peccato di aver appena perso la cosa più interessante che c’era…- Pochi secondi e la risposta quasi insperata trilla fra le sue mani… - Grazie… Ma non si perde mai ciò che si Desidera veramente…- Intrigante… - Desiderare veramente? Dipende dal fatto che tu riesca a trovare una frase che non mi faccia chiudere occhio stanotte…- - Il vero Desiderio è dentro di noi, io posso farti scoprire cose di questo sentimento che non avresti mai sognato…- è la sua risposta… - E lo farai nei miei sogni di stanotte?- - Dipende da te…- - Cioè? Devo lasciare la finestra aperta stanotte?- un lieve sorriso gli sfiora le labbra… - Allora non Desideri solo sognare… Quanto Desideri? Quale emozione si muove in ogni tuo respiro?- Lei prosegue incuriosendolo sempre più… - Cosa ti batte nel petto e mischiato al sangue ti scorre in ogni vena, ti palpita in ogni cellula?- - Quanto desidero? Non è facile scoprirlo… chissà se ci riusciresti…- - Non ti conosci… non ti conosco… chi sei? Vogliamo scoprirlo? Insieme…- - Davvero non immagini chi sono? Non devo averti colpito allora…- Il gioco continua oramai senza respiro fra un messaggio e l’altro… intorno tutto sfuoca… - Immagini il gusto di una fragola, il colore del vino, il profumo del mare… ma quanto vale provarli?- - È tutto quello che conta…- - Questo è Desiderio… Queste sono emozioni… senti il vento sulla pelle? Senti il rumore delle onde e sulle labbra il gusto del sale?- - Sì, e non mi basta mai…- - Vuoi sentire di più?… Vuoi Desiderare di più?…- - Hai qualcosa in mente…?- - Senti il mare… segui il suo profumo…- - Dove mi condurrà?- - Segui le onde… mi vedrai…- - Dimmi come sarai…- - Mare, vento… ho brividi sulla pelle… Raggiungi il mare e mi vedrai…- - Il mare e una bella donna… sono le cose che più mi affascinano al mondo… dubito che rimarrei in me a lungo…- - Allora hai trovato ciò che cerchi, Habanera è mare da sempre…- - Se non volevi farmi dormire credo che di questo passo ci riuscirai…- - … Tu, l’hai Desiderato…- (se vuoi leggere il resto vai al link...) da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm index.htm index.htm l l Il gabbiano, personaggio sempre presente quando si parla del mare, si libra nel vento come una danza. "La felicità spesso ci raggiunge in silenzio nei momenti più impensati della nostra esistenza. Arriva come un gabbiano spinto dal vento e rimane con noi se non la turbiamo con nostri pensieri." * Gabbiano Tu che ami il mare e ne fai parte. Tu che voli con ali leggere e ti lasci trasportare dal vento. Le tue grida si confondono con la voce del mare. E quando sei stanco ti adagi sulle sue acque e ti fai cullare. Che voglia che avrei di seguirti. Di volare con te, di sentirmi libera. Ti regalo un mio pensiero, portalo con te sopra questo mare, nel vento. (Laura) gabbiani_2.htm Il gabbiano, personaggio sempre presente quando si parla del mare, si libra nel vento come una danza. "La felicità spesso ci raggiunge in silenzio nei momenti più impensati della nostra esistenza. Arriva come un gabbiano spinto dal vento e rimane con noi se non la turbiamo con nostri pensieri." * Gabbiano Tu che ami il mare e ne fai parte. Tu che voli con ali leggere e ti lasci trasportare dal vento. Le tue grida si confondono con la voce del mare. E quando sei stanco ti adagi sulle sue acque e ti fai cullare. Che voglia che avrei di seguirti. Di volare con te, di sentirmi libera. Ti regalo un mio pensiero, portalo con te sopra questo mare, nel vento. (Laura) gabbiani_2.htm gabbiani_2.htm Clicca qui gabbiani_2.htm Clicca qui Le conchiglie - mille forme e colori. Tutti noi ne abbiamo raccolte e conservate e spesso le guardiamo e ci ritornano alla mente i luoghi dove le abbiamo raccolte. Treasures of the sea Walking along the beach you don't only see beautiful skies or spectacular sunsets. When you take a close look to the little things, beneath your feet, you discover so much beauty, like these little, beautiful coloured bubbles and the shells... treasures of the sea.... and there are so many! Tre conchiglie Oggi sei arrabbiato. La tua voce è possente Le tue onde arrivano come unghiate sulla spiaggia. Arrivi e porti con te conchiglie colorate. Ma ecco un'altra onda le riprende e le porta via per poi riportarle ancora una volta. Seguo il tuo ritmo e la mia mano veloce afferra un pugno di sabbia. Piano la apro ed ecco tra la sabbia tre conchiglie (Laura) E ancora.... conchiglie_2.htm conchiglie_2.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm index.htm index.htm l l Le conchiglie - mille forme e colori. Tutti noi ne abbiamo raccolte e conservate e spesso le guardiamo e ci ritornano alla mente i luoghi dove le abbiamo raccolte. Treasures of the sea Walking along the beach you don't only see beautiful skies or spectacular sunsets. When you take a close look to the little things, beneath your feet, you discover so much beauty, like these little, beautiful coloured bubbles and the shells... treasures of the sea.... and there are so many! Tre conchiglie Oggi sei arrabbiato. La tua voce è possente Le tue onde arrivano come unghiate sulla spiaggia. Arrivi e porti con te conchiglie colorate. Ma ecco un'altra onda le riprende e le porta via per poi riportarle ancora una volta. Seguo il tuo ritmo e la mia mano veloce afferra un pugno di sabbia. Piano la apro ed ecco tra la sabbia tre conchiglie (Laura) E ancora.... conchiglie_2.htm conchiglie_2.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm index.htm index.htm l l Le conchiglie - mille forme e colori. Tutti noi ne abbiamo raccolte e conservate e spesso le guardiamo e ci ritornano alla mente i luoghi dove le abbiamo raccolte. Treasures of the sea Walking along the beach you don't only see beautiful skies or spectacular sunsets. When you take a close look to the little things, beneath your feet, you discover so much beauty, like these little, beautiful coloured bubbles and the shells... treasures of the sea.... and there are so many! Tre conchiglie Oggi sei arrabbiato. La tua voce è possente Le tue onde arrivano come unghiate sulla spiaggia. Arrivi e porti con te conchiglie colorate. Ma ecco un'altra onda le riprende e le porta via per poi riportarle ancora una volta. Seguo il tuo ritmo e la mia mano veloce afferra un pugno di sabbia. Piano la apro ed ecco tra la sabbia tre conchiglie (Laura) E ancora.... conchiglie_2.htm conchiglie_2.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm index.htm index.htm l l Le conchiglie - mille forme e colori. Tutti noi ne abbiamo raccolte e conservate e spesso le guardiamo e ci ritornano alla mente i luoghi dove le abbiamo raccolte. Treasures of the sea Walking along the beach you don't only see beautiful skies or spectacular sunsets. When you take a close look to the little things, beneath your feet, you discover so much beauty, like these little, beautiful coloured bubbles and the shells... treasures of the sea.... and there are so many! Tre conchiglie Oggi sei arrabbiato. La tua voce è possente Le tue onde arrivano come unghiate sulla spiaggia. Arrivi e porti con te conchiglie colorate. Ma ecco un'altra onda le riprende e le porta via per poi riportarle ancora una volta. Seguo il tuo ritmo e la mia mano veloce afferra un pugno di sabbia. Piano la apro ed ecco tra la sabbia tre conchiglie (Laura) E ancora.... conchiglie_2.htm conchiglie_2.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm da_qui_si_comincia_la_navigazione.htm index.htm index.htm l l

SIAMO UMANI O FIGLI DELL INFERNO?

 CIAO A  TUTTI SCRIVO PERCHè OGGI HO VISTO QUESTA COSA CHE MI HA IRRITATO PARECCHIO SONO STUFA DI VEDERE CERTE SCENE SCANDALOSE SCENE IN CUI FOCHE CANI ANIMALI DI QUALSIASI TIPO VENOGN UCCISI PER QUESTIONE DI SOLDI E IDCIAMO DI AMARE LA NATURA DI ESSERE RISPETTOSI QUANDO MAGARI SIAMO SOLO ASSETATI DI SOLDI CHI HA IL CORAGGIO SI ALZI IN PEIDI E DICA DI NO A QUEST SCEN CHE DOPO TUTTO UCCIDIAMO DIE BELLISISMI ANIMALI SOLO PER LA LORO PELLE  QUANDO LORO SONO INDIFESI E NON HANNO LA CAPACITà DI DIFNEDERSI E MAGARI ANCHE DI DIRE LA L LORO   IO DICO CHE SONO STUA DI VEDERE QUESTE SCENE SCANDALOSE E SENZA AMORE IO SONO AL RIMA A DIRE NO PERHè AMO LA NATURA E GLI ANIMALI E SE POSSO USARE IL MIO MEZZO DI PAROLA E DIR IBELLARMI LO FARò.

NOSTALGIA DEL BALLO

 

RAGAZZI SENTENDO QUESTA CANZONE HO AVUTO NOSTALGIA DEL BALLO TANTO DA PIANGERE

TRADUZIOEN LADY LADY LADY COLONNA SONORA DI FLASHDANCE

Spaventata da un sogno, non sei l'unica
correndo come il vento i pensieri possono non realizzarsi
ballando dietro maschere, come una specie di pantomima
ma le immagini rivelano tutto ciò che un cuore solo può nascondere


Signora, signora, signora, signora non percorrere questa strada solitaria
Signora, signora, signora, signora fammi toccare quella parte di te, vuoi che io lo faccia

Signora, signora, signora, signora so che è nel tuo cuore
Signora, signora, signora, signora quando ti sentirò dire, ti amo

Il tempo si ferma come il silenzio, senza nessuna scusa
vai verso le stelle e sii la mia unica stella
raggiungi la luce e senti il peso dell'amore
che ti tira verso di me, dove dovresti stare sempre

Signora, signora, signora, signora non percorrere questa strada solitaria
Signora, signora, signora, signora fammi toccare quella parte di te, vuoi che io lo faccia

Signora, signora, signora, signora so che è nel tuo cuore

 

è LA MIA VITA

CIAO RAGAZZI ,
SONO QUI A SCRIVERE FORSE PER SFOGO O FORSE PER LIBERARE LA MIA MENTE DAI PENSIERI FORSE UN PO TROPPO COMPLESSA VISTO CHE PENSO SEMPRE E 24 SU 24 E NON MI FERMO MAI FORSE L UNIKO MOMENTO I CUI MI FERMO E PROPRIO QUANDO SENTO LA MUSICA PPURE AL LAVORO.....IO PENSO CHE NON C ENITNE DI MALE NELAL VITA A RIMANERE SINGLE PREFERISCO RIMANERE SINGLE A VITA PIUTTOSTO CHE STARE CON QUALCUNO FARE IL SORRISO SOFRZATO E FIGNERE DI AMARE
FORSE è PROPRIO QUESOT IL MIO GUAIO ESSERE TROPPE CERTE VOLTE SINCERA SCHIETTA E DIRETTA E DI FARE CIO CHE è GIUSTO PER ME E A MODO MIO.....ANCHE ANDANDO CONTRO CORRENTE C OTNOR IL VOELRE DI TUTTO IL MONDO ..
QUINDI DITEMI CATTIVA
FREDDA
ACIDA
O SENZA SENSO
O CHE IO VOGLIO RIIMANERE SINGLE  CHE è LA COSA SBAGLIATA COSA CHE IO INVECE NON VEOD CHE SIA COSI...QUESTA è LA MIA DECISIONE VERSO AL MI FELICITà E MIEI TEMPI DI RISPETTARE .....DITEMI CIO CHE VOLETE IO NON ASOCLTO PIU NESSUNO E FARò DI TESTA MIA COME HO SEMPRE FATTO FINO AD ORA..E SE VIS TA BENE LE èPERSONE CHE MI VOGLIONO BENE VERAMENTE RISPETTERANNOIL MIO MODO DI ESSERE ALTRIMENTI DETO COME DICE MADONNA IN UNA CANZONE UNOC E LA PUò FARE ANCHE DA SOLO.IO SOT BENE IN QUESIT PERIODI COSI COME STO E NIENTE E NESSUNO ROVINERà LA MIA TRANQUILLITà INTERNNA DI QUESIT GIORNI.