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ILMIO LAVORO UGUALE A MARY POPPINSMARY POPPINS “Mary Poppins giunge col vento dell’est; arriva dove c’è bisogno di lei, dove i bimbi come Jane e Michael son soli e tristi e non sanno che sia giocare in letizia, cosa sia amore o amicizia, sempre mesti a aspettar che mamma e papà, troppo distratti in verità dai loro pensieri, possano un giorno dar loro un bacio e insieme raccontare loro una favola d’amore”. Ella lesta scende giù dal cielo col suo solito cappellino di fiori di campo e ciliegine, sorretta dal suo amico ombrello-pappagallo e con in mano la cara borsa tappeto dove trovano riparo i suoi adorati beni: l’appendi panni, lo specchio magico, la sua amata pianta, la bella lampada tutta fronzoli ed il suo metro misura carattere. Ella svelta viene giù, e, come una fresca brezza primaverile, spazza via il grigiore dalle loro vite, colorandole di gioia ed insegnando ai loro genitori come si può vivere meglio con un pizzico di fantasia in più; per poi, come una nuvola, volare via al cambiar del vento. Sguardo furbo, nasino impertinente, sorriso ammaliante, lei con dolcezza, ma con forte decisione, impartisce le sue dottrine ai piccini, insegnando loro come “in tutto ciò che si deve far, il lato bello si può trovar”, e, con uno schioccare delle dita, tutto in gioco trasformare. E così, con un poco di zucchero la pillola del dovere va giù che è un piacere! Voce sublime e modi d’incanto, Mary Poppins vien giù dal cielo cantando, e dona ai suoi cari bimbi quel pizzico di magia in più che, al solo pronunciare della parolina magica “supercalifragilistichespiralidoso”, fa scoprire un mondo incantato ad un passo dal proprio naso, e per incanto il paesaggio di pastello sul marciapiede diventerà realtà, e la realtà un dipinto da scoprire, coi suoi pinguini ballerini, le volpi veloci, e gli arzilli vecchietti canterini. “Se tu la usi bene la tua vita può cambiar”, e puoi galoppare e vincere gare coi variopinti cavalli da giostra, o, cambiare il mondo con “due gravi miseri semplici penni”, oppure ancora, “volar nello spazio padron col tuo bel aquilon”. “Si dice che quando non si ha nulla da dire, tutto quello che si può dire è supercalifragilistichespiralidoso, ti fa davvero sentir meglio, sempre meglio in verità”; una semplice parolina, e la tua vita si tingerà di felicità! Mary Poppins è un tipino strano in verità, va su e giù scivolando sul corrimano della scala, fischiettando tutto il dì; prende il tè sul soffitto e sale scale di fumo alla scoperta della giungla di comignoli dei tetti londinesi, per poi, “Cam-caminì, cam-caminì”, cantare e ballare “gambe all’aria tutti insiem” con Bert e gli amici spazzacamini in quella “soglia di un mondo incantato”, dove “il fumo si perde nel cielo, tra la terra e le stelle di Londra nel cuor, dove rischiara la notte di un vago chiaror”. Trasforma la vita delle famiglie in cui va, la stravolge con uno scossone li butta giù, ed essi si rialzano poi con una consapevolezza in più, che la vita è migliore se vissuta con un tocco di fantasia. Si racconta che il film, magistrale opera di un genio come Robert Stevenson, non avesse un vero e proprio copione, ma che fosse stato girato ricavando trama e scene dall’unione di alcuni concetti generali ripresi dall’omonimo testo del 1934 di Pamela Lyndon Travers, con le canzoni scritte appositamente dai fratelli Shermann e, a quanto pare, dallo stesso Walt Disney, creando così un mix inscindibile che in realtà differiva nettamente con l’originale della Lyndon Travers, la quale asserì che la mielosa Mary Poppins disneyana aveva poco a che fare con quel personaggio da lei inventato che “rappresentava la sua giovanile repressione e la conseguente libertà sessuale come reazione alla situazione della sua infanzia e gioventù”. Seppur in maniera più superficiale, però compaiono alcuni dei concetti fondamentali del testo originale, come la critica ad una classe sociale spietata ed affarista come la borghesia inglese, pronta anche a sottrarre anche “due gravi, miseri penny” ad un bambino pur di fare soldi, ed indifferente verso i più disagiati, come si vede nelle scene che vedono come protagonista l’alter ego maschile della tata più amata della storia del cinema, Bert, in cui nonostante intrattenga la gente cantando, ballando e disegnando sui marciapiedi, pochi sono quelli che si fermano a regalargli qualcosina; o ancora quando l’ammiraglio Boom pronto a bombardare col suo cannone “quei pezzenti” degli spazzacamini che ballano sui tetti delle oneste case borghesi. Disneyana invenzione sono invece la moltitudine di effetti di magia, poco graditi dalla Travers che all’epoca chiese a Disney di eliminarli ma fortunatamente senza risposta, che hanno avuto notevole successo contribuendo peraltro ad arricchire l’immaginario di generazioni intere di bambini. Mary Poppins, nonostante i suoi quarant’anni d’età, continua a suscitare l’ammirazione di tutti per l’armonia con cui animazione e immagini si fondono nella maestria di una tecnica manuale, che ancora oggi risulta alquanto attuale, reggendo così il confronto con i più odierni prodotti dell’era digitale. Mary Poppins è dunque un evergreen leggero e delicato; una favola incantata che in un mondo scuro come il nostro riesce sempre a donare quel pizzico di buon umore in più che alleggerisce le nostre coscienze facendoci ritrovare quello splendido mondo incantato nascosto nel nostro cuore di bambino. MIA MARTINI una donna unica eccezzionale da ricordare rara come una pietra preziosa trattata male dall ipocrisia della gente parlava col cuore e in ogni canzone metteva tanto amore da donare a tutti noi MIA MARTINI SEI TUTTI NOI CI MACHI TANTO.
PER NON DIMENTICARE PAPA WOITYLApapa buono padre di tutto il cielo e della terra tu hai donato sorrisihai donato amore a chi non en aveva sei stato un padre in mezzo ai poveri donando sorrisi ai bimbi e ragazzi ti vogliamo bene ci manchi anche se sei lassù non ti dimenticheremo mai e so che ora sei tra noi anche da lassù-grazie er il tuo amore. Se La Gente Usasse Il Cuore (Andrea Bocelli) |
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